Rischi per un paziente con HIV/AIDS

Lo stato di sieropositività associato all’uso delle terapie antiretrovirali porta spesso ad alterazioni metaboliche; le più frequenti sono quelle relative al metabolismo dei lipidi, dell’insulina e la cachessia (wasting syndrome o sindrome da deperimento).

 

Come spiegato più in dettaglio nella sessione “HIV. Che cosa cambia?” la presenza del virus modifica fortemente il metabolismo, il che può portare a una serie di disturbi che possono essere gestiti anche con una dieta equilibrata.

 

Cachessia o sindrome da dimagrimento

Normalmente quando è presente un’infiammazione l’organismo ha necessità di una maggiore quantità di energia, che ottiene dalla rottura degli accumuli di grasso che rappresentano una riserva energetica. In una persona sieropositiva, invece, l’energia è ottenuta dalla rottura delle proteine che costituiscono i muscoli dell’organismo, portando così a una perdita di peso, associata a un senso di affaticamento e a diarrea.

 

Se la perdita supera il 10% del peso totale della persona (per es: se una persona pesa 60 kg e perde 6 kg) si parla di wasting syndrome o sindrome da deperimento o cachessia. Solo in fase molto avanzata della malattia si rischia di raggiungere una perdita di peso così importante. Questa situazione è solitamente riscontrata in parti del mondo dove la malnutrizione è una situazione purtroppo molto frequente indipendente dal virus dell’HIV. Ma anche quando il dimagrimento è inferiore (e non si parla più di cachessia, ma solo di perdita di peso) il sistema immunitario è indebolito, quindi l’organismo è più esposto a infezioni e rischi.

 

È quindi fondamentale tenere sempre sotto controllo il peso, in modo da regolare la propria alimentazione in base alle proprie esigenze, perché una dieta ricca e completa è necessaria per affrontare questo tipo di disturbo.

 

Alterazione del metabolismo dei lipidi

Nelle persone sieropositive si osserva spesso una ridistribuzione del grasso corporeo o (lipodistrofia) e a un aumento dei lipidi nel sangue che si associa a malattie cardiovascolari (disturbi legati ai vasi sanguigni, aneurismi, infarti, ecc..). Questi sintomi sono evidenti soprattutto quando la malattia è molto avanzata.

 

La lipodistrofia è una malattia che ha un forte impatto estetico, infatti il grasso si accumula in zone sp ecifiche dell’organismo (addome, seno o nuca), mentre gambe, braccia, viso e glutei perdono di tonicità e diventano molto magri. Alla lipodistrofia è spesso associato un aumento dei grassi nel sangue. Si può avere un aumento dei trigliceridi o del colesterolo totale e delle LDL, il “colesterolo cattivo” a sfavore delle HDL, il “colesterolo buono”.

 

Non esiste una cura precisa per la lipodistrofia, se non la chirurgia; ma una dieta corretta e l’attività fisica regolare posso contenere o ritardare gli effetti di questa malattia.

 

Alterazioni nel metabolismo dell’insulina
(insulino resistenza/iperinsulinemia)

Tra le alterazioni metaboliche che sono associate all’HIV ci sono anche la resistenza all’insulina o l’iper-insulinemia, che porta a un aumento dei livelli di glucosio nel sangue. Questa è una situazione molto simile a quella che si verifica nelle persone che hanno il diabete. Infatti il diabete di tipo 2 è frequente nelle persone sieropositive, anche in questo caso sia il virus che le terapie antiretrovirali ne sono la causa.

 

Un alto livello di glucosio nel sangue porta alla formazione di trigliceridi e a conseguente aumento dei livelli di trigliceridi nel sangue. Inoltre è possibile riscontrare un livello alto di LDL (“colesterolo cattivo”) a discapito delle HDL (“colesterolo buono”).

 

L’insieme di questi fattori aumenta il rischio di sviluppare disturbi cardiovascolari.

 

Mangiare in maniera sana e svolgere attività fisica sono le prime indicazioni che ogni persona con HIV deve ricordare e attuare per tenere sotto controllo questi problemi.

 

Disturbi al fegato

Il virus dell’HIV spesso porta ad alterazioni epatiche molto importanti, infatti le malattie del fegato rappresentano una delle cause di decesso tra le persone sieropositive.

 

Vi sono diversi accorgimenti alimentari che le persone sieropositive possono adottare per ridurre il carico sul fegato, ma il primo comportamento sano da adottare è la limitazione o meglio la totale eliminazione degli alcolici.

 

Ci sono studi che indicano che il danno epatico provocato dall’abuso di alcool è paragonabile a quello causato da virus come quelli dell’epatite B o C.

Fonti utili

Understanding diabetes in patients with HIV/AIDS. Kalra S. et al, Diabetology & Metabolic Syndrome 2011
Biomedical Consequences of Alcohol Use Disorders in the HIV-Infected Host Invited Review. Molina EP. et al, Curr HIV Res. 2014
Non-communicable disease in HIV infection in low- and middleincome countries: gastrointestinal, hepatic, and nutritional aspects. Kelly P. et al, J Acquir Immune Defic Syndr. 2014
Interventions to Address Chronic Disease and HIV: Strategies to Promote Exercise and Nutrition Among HIV-Infected Individuals. Botros D. et al, Curr HIV/AIDS Rep. 2012.
Lipodistrofia e alterazioni del metabolismo lipidico nei pazienti con infezione da HIV sottoposti a terapia antiretrovirale ad elevata efficacia (HAART). Calza C. et al, Recenti Progressi in Medicina 2004
Impact of antiretroviral therapy on lipid metabolism of human immunodeficiency virus-infected patients: Old and new drugs. Da Cunha J. et al, World J Virol 2015
HIV/AIDS: nutritional implications and impact on human development. Colecraft E., Proceedings of the Nutrition Society 2008.
HIV/AIDS and lipodystrophy: Implications for clinical management in resource-limited settings. Finkelstein JL, Journal of the International AIDS Society 2015
Living well with HIV/AIDS. A manual on nutritional care and support for people living with HIV/AIDS. ftp.fao.org/docrep/fao/005/y4168E/y4168E00.pdf
LIPODYSTROPHY SYNDROMES Hussain et al Dermatol Clin. 2008

 

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