Zero intolleranza

Abbattere intolleranza e discriminazione

Sono passati oltre 30 anni dai primi casi di AIDS eppure, ancora oggi, la positività al virus HIV porta a intolleranza e discriminazione.

 

Limitate conoscenze e comprensione della malattia, scarsa informazione sulle modalità di trasmissione, associate alla mancanza di una cura definitiva per l’AIDS, alimentano queste reazioni. Che peraltro risultano collegate e certamente potenziate dall’intolleranza nei confronti di chi fa abuso di sostanze, dell’orientamento sessuale, o dell’etnia.

 

La discriminazione, poi, si manifesta in svariati ambiti della vita di un individuo, sociale e lavorativa.

 

Discriminazione che, soprattutto, rischia di vanificare gli sforzi per promuovere l’esecuzione del test, rendendo anche difficile rivelare il proprio stato di positività.

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità si è impegnata nell’ambizioso progetto Getting to Zero, “arrivare a zero”, ovvero zero nuove infezioni, zero morti per AIDS e zero intolleranza, attraverso azioni forti e mirate in ogni parte del mondo.

 

Abbattere l’intolleranza e la discriminazione significa non solo aumentare l’accettazione sociale di una persona HIV positiva, ma anche incoraggiare l’adozione di misure preventive (tra cui dichiarare il proprio stato di positività), promuovere l’esecuzione del test e favorire l’aderenza e la persistenza in trattamento.

 

Se da un lato la tutela delle persone HIV positive dovrebbe essere garantita a livello normativo, un aspetto fondamentale per abbattere discriminazione e intolleranza riguarda la comunicazione.

 

Combattere disinformazione e malinformazione, sfatare falsi miti e fare chiarezza a livello istituzionale, ma anche parlare, non nascondersi, raccontare il proprio vissuto, le proprie esperienze, la propria vita, possono rappresentare un primo passo contro l’intolleranza e la discriminazione.

Approfondimenti

http://www.lila.it/it/notizie/667-questionaids-icar2015

 

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