Zero morti

Un obiettivo ambizioso ma non impossibile

Il virus HIV nel manifestarsi attacca il sistema immunitario e quando insorge la malattia (AIDS) il nostro organismo non è più in grado di difendersi. L’AIDS, infatti, uccide a causa dell’instaurarsi di altre infezioni, tra cui tubercolosi, polmoniti ed encefaliti.

 

Dagli anni ‘80, quando sono stati identificati i primi casi di AIDS, a oggi, sono 30 milioni i decessi dovuti a questa malattia.

 

Grazie agli sforzi della comunità scientifica, i trattamenti farmacologici per l’HIV, anche se non curativi, sono diventati sempre più efficaci e tollerati e, se iniziati per tempo, garantiscono una buona prospettiva di vita, permettono alle madri di non trasmettere l’infezione ai propri figli durante la gravidanza, il parto o l’allattamento (trasmissione verticale) e riducono il rischio di evoluzione in AIDS.

 

Grazie, a una gestione clinica più efficiente della persona sieropositiva e all’impegno di svariate associazioni nazionali e internazionali per sensibilizzare su questo tema, negli ultimi anni il numero dei morti dovuti ad AIDS si sta riducendo notevolmente, ma è ancora molto alto (1,2 milioni stimati nel 2014), soprattutto a causa della difficile accessibilità alle cure che si riscontra nei Paesi più poveri, nonostante una situazione in miglioramento negli ultimi anni.

 

L’OMS si pone come obiettivo quello di portare a zero le morti attribuibili ad AIDS entro il 2030, ma ora questo ambizioso obiettivo non sembra così’ irraggiungibile come poteva sembrarlo solo 10 anni fa.

Approfondimenti

www.cesda.net
www.epicentro.iss.it/problemi/aids/aids.asp
www.aids.gov/hiv-aids-basics/hiv-aids-101/what-is-hiv-aids/

 

Questo sito utilizza esclusivamente cookie tecnici (propri o di altri siti) che non raccolgono dati di profilazione durante la navigazione.

Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.

Altrimenti accedi a un qualunque elemento sottostante questo banner.

Ok